Cile : aggrediti ragazzi Mapuche durante uno sgombero
Roma, 30 luglio - Decine di persone arrestate e diversi feriti tra cui 5 bambini della comunità indigene Mapuche. E’ questo il bilancio di uno sgombero posto in essere dalle forze di polizia nella regione cilena di Auracania, a 680 km da Santiago contro sessanta rappresentanti della popolazione indigena di Ignacio Queipul Temucuicui che, lunedì scorso, avevano occupato un immobile.
L’occupazione si inserisce nel quadro delle proteste Mapuche contro la violazione - da parte del governo di Sebastian Pinera - di alcuni accordi che riguarderebbero le loro terre ancestrali. Lo Stato del Cile, infatti, pur avendo riconosciuto il diritto indigeno a queste terre molto spesso tende a eluderlo.
Intanto, lo scontento e la violanza dilagano senza requie, come testimonia il sito web Mapuche Werken.cl.
La scorsa settimana, però, la risposta delle forze dell’ordine alle proteste mapuche sarebbe stata decisamente sproporzionata: oltre 200 agenti impegnati nelle operazioni di sgombero che, facendosi largo tra i lacrimogeni, avrebbero aperto il fuoco a distanza ravvicinata anche su bambini e adolescenti.
In particolare,una ragazza e un ragazzo rispettivamente di 12 e 16 anni, hanno testimoniato di essere stati colpiti da diverse pallottole alla schiena e alla testa. Ma queste, non sarebbero che le più recenti dichiarazioni in merito all’escalation di violenza che sta interessando le comunità mapuche. Da più parti, infatti, si lamenta una pericolosa recrudescenza dei fenomeni di intolleranza e xenofobia.
Intanto, la posizione del governo di Pinera sembra arroccarsi sempre più su soluzioni che privilegiano la militarizzazione del territorio, scavalcando, in questo modo, qualsiasi possibilità di una risoluzione politica e pacifica della tensione.
Fonte | Mapuche Werken.cl; Prensa latina, IPS
