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Cocis: Appello al Governo sui finanziamenti alla cooperazione internazionale

Comunicato Stampa

Ricordando Tobin, ma anche Marshall, a proposito di finanziamenti per la cooperazione internazionale.

Il premio nobel per l’economia, James Tobin, è famoso nel mondo della cooperazione per aver proposto, nel 1972, una tassazione delle transazioni finanziarie internazionali che, contribuendo a tagliare le unghie alla peggiore speculazione, costituisse anche un fondo per sostenere lo sviluppo dei paesi a basso reddito.

Era la cosiddetta Tobin tax  che, rivista e ridimensionata, è stata resa famosa dal nostro ministro delle Finanze, Giulio Tremonti, con l’assonante Robin tax, volta a colpire non la speculazione, bensì chi traeva vantaggi cospicui da essa, cioè petrolieri e banche.

Con l’esplosione a catena delle bolle speculative, la Robin tax ha perduto tutto il suo valore, mentre è tornata di piena attualità la meno improvvisata Tobin tax.

Tobin la propose, profeticamente, per proteggere il mercato mondiale delle finanze dalle speculazioni, convinto che una piccolissima tassa sulle transazioni fosse un fortissimo deterrente per operazioni pirata, oltre ad offrire una chiara tracciabilità dei movimenti.

L’uso delle risorse così liberate, calcolate in 100 miliardi di dollari all’anno, sarebbe stato sufficiente a coprire il fabbisogno necessario a raggiungere gli obiettivi del millennio, combattere la fame e le pandemie e favorire la crescita delle economie locali introducendole a pieno titolo nel mercato mondiale.

La potentissima lobby degli speculatori e la miopia ideologica dei governi dei paesi ricchi hanno sempre rifiutato di prendere in considerazione una simile ipotesi, in nome del libero mercato e della non ingerenza dello Stato negli affari.

Ora che finalmente si sta prendendo in considerazione la necessità di mettere un freno alle speculazioni finanziarie, credo sia importante andare a rileggere quello che affermava  Tobin e includere le sue proposte, sia pur con i dovuti aggiornamenti, fra gli strumenti di regolazione dei mercati finanziari cogliendo così due, se non addirittura tre, piccioni con una fava: mettere ordine nei mercati finanziari,  finanziare la cooperazione per lo sviluppo dei paesi più poveri ed estendere il mercato mondiale, dunque sostenere l’intera economia. Quest’ultima era l’idea di fondo del piano Marshall che tutti conoscono: gli aiuti per chi non è miope sono un affare, contribuiscono ad accrescere il numero dei potenziali consumatori, sostituiscono la domanda tradizionale satura e poco espandibile.

Ci appelliamo al Governo e alle forze politiche di maggioranza e di opposizione perché assumano queste misure fra quelle da sostenere nei consessi internazionali anti crisi.

Firenze, 22 ottobre 2008
Giancarlo Malavolti
Presidente Cocis

Il Cocis è una federazione di 25 Ong impegnate per lo sviluppo equo e sostenibile dei popoli, per la  pace e la realizzazione dei diritti fondamentali, per tutti.

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