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Egitto: Un anno a piazza Tahir

Roma, 17 febbraio - Città del Cairo nella morsa del silenzio, così irreale e rotto solo dalle preghiere. La sensazione viva sulla pelle che qualcosa di "epico" sta per accadere. Era piazza Tahir. Un anno fa.

A dodici mesi dall'inizio delle manifestazioni contro il governo di Hosni Mubarak che hanno portato alla caduta del regime, l'11 febbraio 2011, Internazionale rivive quei momenti con un filmato girato dal fotografo Eduardo Castaldo.

Piazza Tahir, per l'anniversario, è nuovamente affollata: le migliaia di manifestanti sono tornati. Si accavallano le loro voci sui giornali di tutto il mondo da cui urlano che non hanno voglia di festeggiare, non ancora almeno: "Siamo qui per continuare la rivoluzione perché qui nulla è cambiato” dice una ragazza a un giornalista. Mentre un altro giovane, accorato, chiede che “Il parlamento voti la costituzione”, e che “si organizzino le elezioni, presidenziali e parlamentari, poiché il consiglio militare sta distruggendo il paese”.

Le richieste di democrazia che hanno dato il via alla protesta il 25 gennaio del 2011 non sono sopite così come il senso di malessere suscitato da uno stato di polizia che per oltre trent'anni  ha tenuto stretto sotto il suo gioco la popolazione egiziana in balia di uno stato di emergenza dichiarato nel 1981 e mai revocato.

 Come scrive Alaa al-Aswani, scrittore egiziano, sul giornale Al-Masry al-Youm "l’obiettivo non è celebrare una rivoluzione che non è ancora avvenuta, ma manifestare pacificamente la nostra determinazione affinché si compia definitivamente".

Fonte | internazionale;  al jazeera