Il Cocis sul ddl per una commissione d'inchiesta sulle Ong
NOTA STAMPA
Leggiamo su il Velino della scorsa settimana che la senatrice Adriana Poli Bortone (Pdl) e altri 49 senatori della maggioranza hanno depositato in Senato un ddl per la istituzione di una commissione bicamerale di inchiesta sulle Ong.
Siamo lusingati e lieti che 50 parlamentari siano impegnati per tutta la legislatura a seguire le attività delle Ong. Indagare su una quota di spesa pubblica pari a meno dello 0,01% del bilancio dello stato non contribuirà al suo risanamento, ma gioverà ad una maggior conoscenza della Cooperazione Internazionale alla quale spesso è affidato il buon nome del nostro paese nel mondo.
Si scoprirà che in molti stati a basso reddito e per molti anni, la presenza e la buona immagine dell’Italia è stata mantenuta solo dalle Ong, con apporti propri o di altri enti.
Si metterà in luce, come riconosciuto internazionalmente anche per l’Italia, che le attività delle Ong sono quelle che danno i maggiori risultati in termini di efficienza delle spese e di efficacia dei risultati.
Risulterà che le Ong ricevono per i propri progetti circa il 10% delle risorse a dono del nostro paese, mentre il resto dell’Aiuto Pubblico allo Sviluppo viene impiegato direttamente dallo Stato o indirettamente attraverso canali bilaterali o multilaterali.
Si scoprirà che le Ong apportano alla Cooperazione molte più risorse di quante ne ricevono dal Bilancio dello Stato. Almeno tre volte di più.
Si scoprirà che il patrimonio più importante delle Ong consiste nell’impegno e nella professionalità di volontari e i cooperanti che operano in Italia e all’estero, grazie ai quali la cooperazione italiana ha raggiunto, in 50 anni, livelli medi di qualità riconosciuti a livello internazionale.
Si scoprirà che la rete di partenariato intessuta dalle Ong è vasta, profonda e consolidata ed è una risorsa indispensabile a cui attinge tutta la Cooperazione Italiana, per andare oltre il semplice e occasionale intervento umanitario.
Non possiamo dunque che rallegrarci se il Parlamento pone particolare attenzione all’argomento,
Roma, 24 settembre 2008
Giancarlo Malavolti
Presidente Cocis
Siamo lusingati e lieti che 50 parlamentari siano impegnati per tutta la legislatura a seguire le attività delle Ong. Indagare su una quota di spesa pubblica pari a meno dello 0,01% del bilancio dello stato non contribuirà al suo risanamento, ma gioverà ad una maggior conoscenza della Cooperazione Internazionale alla quale spesso è affidato il buon nome del nostro paese nel mondo.
Si scoprirà che in molti stati a basso reddito e per molti anni, la presenza e la buona immagine dell’Italia è stata mantenuta solo dalle Ong, con apporti propri o di altri enti.
Si metterà in luce, come riconosciuto internazionalmente anche per l’Italia, che le attività delle Ong sono quelle che danno i maggiori risultati in termini di efficienza delle spese e di efficacia dei risultati.
Risulterà che le Ong ricevono per i propri progetti circa il 10% delle risorse a dono del nostro paese, mentre il resto dell’Aiuto Pubblico allo Sviluppo viene impiegato direttamente dallo Stato o indirettamente attraverso canali bilaterali o multilaterali.
Si scoprirà che le Ong apportano alla Cooperazione molte più risorse di quante ne ricevono dal Bilancio dello Stato. Almeno tre volte di più.
Si scoprirà che il patrimonio più importante delle Ong consiste nell’impegno e nella professionalità di volontari e i cooperanti che operano in Italia e all’estero, grazie ai quali la cooperazione italiana ha raggiunto, in 50 anni, livelli medi di qualità riconosciuti a livello internazionale.
Si scoprirà che la rete di partenariato intessuta dalle Ong è vasta, profonda e consolidata ed è una risorsa indispensabile a cui attinge tutta la Cooperazione Italiana, per andare oltre il semplice e occasionale intervento umanitario.
Non possiamo dunque che rallegrarci se il Parlamento pone particolare attenzione all’argomento,
Roma, 24 settembre 2008
Giancarlo Malavolti
Presidente Cocis
cell. 348.9356281