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Rifugiati: aumentano nel 2011

Roma, 18 giugno - Ottocentomila persone in fuga. E' come se una grande città si spopolasse, all'improvviso. Una dolorosa diaspora che vede donne, bambini e uomini come Youssef, contadino somalo, e Bru, agronomo ivoriano, abbandonare affetti, aspettative, casa e lavoro da un giorno all'altro perché spezzati da violenze, guerre, diritti negati oppure siccità e scarsità di risorse.

E' quanto emerge dall'ultimo rapporto dell'UNHCR (Alto Commissariato Onu per i Rifugiati) che scatta un'impietosa fotografia del 2011: ad oggi, l'anno con il più alto numero di persone rifugiate.

Primavere arabe, crisi ambientali, vecchi e nuovi conflitti hanno prodotto sofferenze di dimensioni memorabili, ha dichiarato l'Alto commissario dell'agenzia Onu Antonio Guterres. 

Intanto, però, le crisi umanitarie continuano a susseguirsi con una frequenza allucinante: Costa d'Avorio, Libia, Somalia, Sudan, Afganhistan..  Si calcola che siano circa 42,5 milioni le persone sospese nella condizione di rifugiato (15,4 milioni), sfollato interno (2,64 milioni) o richiedente asilo (895mila).

Un rifugiato su 4 è afgano. E' da qui, infatti, che ha inizio l'esodo di circa 2,7 milioni di individui. Seguono  Iraq (1,4 milioni), Somalia (1,1 milioni) e Sudan (500 mila). In Costa d'Avorio, invece, gli scontri tra i sostenitori del neoeletto presidente Ouattara e quelli del suo predecessore Gbagbo, hanno indotto un esodo di 200mila ivoriani.

Ma quelli fin qui riportati non sono che freddi numeri: il racconto delle motivazioni alla base della fuga, delle torture subite e della paura risuona atroce dalla bocca delle persone interessate, molte delle quali sono ancora in attesa di vedere riconosciuto il proprio status, spesso arbitrariamente negato.

Solo in Italia, nel 2011 si sono contate circa 34.000 domande d'asilo segnando un incremento delle stesse pari a +240%. Eppure, il numero di rifugiati per abitante è piuttosto basso: solo  uno ogni mille. In Francia questo rapporto è di 4:1000.

Nel mezzo, il giusto diritto di chiunque a trovare asilo e un posto sicuro in cui vivere.

Fonte | UNHCR

Foto | Flickr