Rossella Urru è viva: speranza da un filmato
Rossella Urru, Ainhoa Fernandez de Rincon e Enric Gonyalons, rapiti nella notte tra il 23 e il 24 ottobre scorso da un gruppo di esponenti dell'organizzazione terroristica "Il Movimento Monoteista per la Jihad in Africa Occidentale", dissidente di Al Qaeda, sarebbero vivi e in buona salute.
E' quanto trasparirebbe da un video di appena due minuti mostrato da un mediatore a un giornalista dell'AFP.
Non è ancora possibile avere accesso al filmato nel corso del quale i tre ostaggi, senza fare accenno ad alcuna rivendicazione, si presenterebbero ciascuno nella propria lingua mentre alle loro spalle si evincerebbe l'inquietante presenza di alcuni uomini armati dal viso parzialmente coperto.
Intanto, alcune fonti locali, tra cui il sito web Sahara media, riconoscerebbero alla guida del gruppo terrorista Jamaa Tawhid wa al-Jihad fi al-Gharb Afriqiya responsabile del sequestro, un mauritano, un algerino e un maliano. Il primo - secondo questi fonti - sarebbe Hamad Ould Mohammed al-Khairy considerato, nel 2006, il capo di al-Qaeda in Mauritania.Due minuti sono un tempo estremamente breve ma possono anche essere sufficienti a riaccendere un barlume di speranza. Specie per chi, come Terra Nuova, fa della cooperazione allo sviluppo il baluardo della propria esistenza.
