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Somalia: ucciso un conduttore radiofonico

Roma, 7 agosto - Abdu Jeylani Marshale - noto conduttore radiofonico somalo - è stato ucciso mentre usciva dagli studi della radio per cui lavorava. Colpito da due colpi d’arma da fuoco, l’uomo è stato assassinato per probabile mano dei gruppi fondamentalisti islamici che fanno capo ad Al Shebab. Marshale, infatti, già vittima di minacce da parte del gruppo vicino ad Al Qaeda, era noto in particolare per le sue irriverenti parodie sugli islamisti. Parodie in cui, all’informazione, univa generosi dosi di umorismo. Evidentemente, non gradito da tutti. La sua, però,è solo una delle morti violente che stanno colpendo duramente alcuni giornalisti nel Paese, presi di mira da attacchi e intimidazioni di ogni genere.

Intanto, la situazione in Somalia scorre ancora molto tesa, con il sud ancora in parte in mano alle forze islamiste e  con un numero di profughi che non accenna a decrescere: l’immensa quanto ingestibile tendopoli di Dabaab in Kenya, ad esempio, è arrivato ad ospitare quasi 600.000 somali. E il flusso di gente in fuga non si arresta.

Nel frattempo, segnali di una qualche distensione paiono arrivare dal fronte politico con l’approvazione, nei giorni scorsi,  della nuova Costituzione approvata con il 96% dei voti dall’Assemblea costituente, composita aggregazione di 825 rappresentanti del mondo clanico somalo. Accolta con fervore dalla popolazione, che riconosce nella Carta come un traguardo importante quanto necessario per uscire dalla crisi ultraventennale, la costituzione rimarrà però provvisoria almeno fino a quando non sarà approvata in via definitiva attraverso un referendum popolare.

La prossima tappa, prevista per il 20 agosto, saranno le elezioni politiche che decideranno del nuovo parlamento e del nuovo presidente.

Fonte | Jeune Afrique; la repubblica

Foto | Flickr