SOS Europe - quei diritti dei migranti negati dall'Europa
Roma, 14 giugno - Nel 2011, almeno 1.500 persone, tra uomini, donne e bambini, hanno perso la vita nel Mediterraneo mentre cercavano di raggiungere l’Europa, aggrappati tenacemente all'illusione di un futuro migliore. I loro echi senza nome sono ancora sospesi da qualche parte in mare. Eppure, molte di queste morti avrebbero potuto essere evitate. E' il grido di allarme lanciato da Amnesty International e iscritto a caratteri cubitali nel suo nuovo rapporto SOS Europe, relativo all'impatto dei controlli in materia d'immigrazione sui diritti umani.
Il testo, purtroppo, non lascia adito a dubbi: in assenza di controlli reali da parte delle istituzioni, le violazioni dei diritti fondamentali sono all'ordine del giorno e, spesso, le promesse di una maggiore trasparenza sul trattamento di migranti e richiedenti asilo sono quasi sempre un miraggio.
Molto spesso, infatti, le violazioni dei diritti umani che si consumano lungo le coste e le frontiere europee rimangono impunite. E non si contano le volte in cui i ritardi nei soccorsi o una certa leggerezza delle misure hanno prodotto tragedie. L'Italia, ad esempio, ha più volte respinto i migranti verso le Libia consegnandoli a detenzioni arbitrarie e a maltrattamenti.
Per questi motivi, è urgente che i Paesi dell'Europa antepongano i diritti umani al controllo alle frontiere e che le istituzioni UE svolgono fino in fondo il proprio ruolo di vigilanza e controllo sui Membri.
“Migranti, richiedenti asilo e rifugiati si muovono verso l’Europa per una serie di ragioni. Alcuni fuggono dalla persecuzione e dalla guerra, altri da un destino di povertà cronica. Tutti cercano un futuro migliore e più sicuro. Troppo spesso la realtà che incontrano è differente”, sottolinea Amnesty. Che aggiunge: “L’Europa non sta promuovendo e rispettando i diritti dei migranti. L’ostilità nei loro confronti è diffusa e i maltrattamenti che subiscono rimangono spesso impuniti. Fino a quando queste persone resteranno invisibili, saranno vulnerabili alle violazioni dei diritti umani”.
Fonte | Redattore sociale; Amnesty international
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