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Tagli RAI. Viale Mazzini spegne l'Africa

01 febbraio 2010 (di Emanuela Citterio - vita.it)

La dirigenza ha proposto di chiudere 5 sedi di corrispondenza, fra cui Nairobi e Il Cairo
La Rai cancella le sedi in Africa e Sud America, nel subcontinente indiano e nel mondo arabo, e dimezza la presenza sul Mediterraneo. Il consiglio di amministrazione della Tv pubblica ha accolto la proposta della Direzione generale di chiudere gli uffici di Beirut, Buenos Aires, Il Cairo, Nairobi e Nuova Delhi. Ben cinque delle attuali 15 sedi di corrispondenza estera, fra cui quella costituita da pochi anni in Kenya dopo una forte pressione della società civile, delle associazioni del terzo settore e del mondo missionario.
La Rai abbassa i riflettori sull’Africa ma anche sul Medioriente: oltre alla soppressione delle cinque sedi di corrispondenza è prevista la cancellazione di Rai Med, il canale in italiano e arabo, per un totale di tagli previsti alle strutture per 8 milioni di euro. Da viale Mazzini Ennio Remondino, fiduciario dei corrispondenti esteri Rai parla di «una scelta giornalisticamente e politicamente dissennata, presa quasi di soppiatto a proporre risparmi irrisori rispetto alla incapacità di moralizzare e razionalizzare l’uso delle risorse». Secondo il sindacato non è questione di costi, ma di priorità: «Sette, ottocento mila euro l'anno, il costo di quelle cinque sedi contro contratti milionari che vediamo quotidianamente riproporsi».
È dura anche la critica della Federazione nazionale della stampa italiana, espressa in una nota dal presidente Roberto Natale: «Il proposito Rai di chiudere cinque sedi di corrispondenza estera e RaiMed, quasi cancellando ogni presenza stabile al di fuori dell'Europa e degli Stati Uniti dice con assoluta chiarezza che a viale Mazzini c’è momento solo una pallida idea dei compiti che dovrebbe svolgere il servizio pubblico».
«La chiusura delle cinque sedi consentirà un risparmio pressoché equivalente alla spesa che sarà fatta per scritturare Ron Moss e Raz Degan per lo spettacolo del sabato sera Rai is 'Beautiful'» afferma Remondino, che denuncia anche «l’incongruenza del moltiplicarsi di anche recenti contratti anomali sull’estero» e difende il ruolo dei corrispondenti: «Noi siamo una risorsa e non un costo, una risorsa spesso poco o male utilizzata da scelte giornalistiche spesso provinciali, concentrate nell'attenzione più o meno compiacente alla politica nazionale».
In queste ore associazioni e parlamentari stanno reagendo alla notizia data dal sindacato Rai. A definirla «strabiliante» è Giuseppe Giulietti, parlamentare del Gruppo Misto e portavoce Articolo21, soprattutto «perché l’apertura di tali uffici era stata rappresentata con un tratto distintivo di un servizio pubblico capace di andare oltre la provincia italiana e di accendere i riflettori sulle zone più oscurate del pianeta».


Terra Nuova ha aderito all'appello lanciato dalla
Tavola della Pace, insieme ad altre associazioni (vedi sotto i promotori), contro la chiusura delle sedi di corrispondenza all'estero della Rai

 Firma anche tu!

Appello alla RAI
Non chiudete quelle sedi!
Chiediamo più informazione di qualità dal mondo e sul mondo
Meno gossip e più attenzione alle persone e ai popoli


Al Presidente della RAI
Ai membri del CDA della RAI
Al Direttore della RAI

Non possiamo immaginare che la Rai, il nostro servizio pubblico radiotelevisivo, decida di chiudere le sedi di corrispondenza di Beirut, il Cairo, Nairobi, Nuova Delhi e Buenos Aires e il canale Rai Med. Tutti possono ormai scrivere di tutto da ogni dove. Ma nulla può sostituire la capacità di un giornalista di cercare e raccogliere le notizie sul posto dove si formano. Chiudere questi uffici nel Mediterraneo, in Africa, Asia e America Latina vorrebbe dire chiudere gli occhi degli italiani sul mondo in un tempo in cui grandi sfide mondiali ci impongono una crescente attenzione e impegno. Questi uffici sono un elemento indispensabile non solo della Rai ma del nostro sistema democratico. Per questo hanno bisogno di essere potenziati e sostenuti da nuovi spazi nei palinsesti quotidiani capaci di portare in primo piano la vita delle persone e dei popoli. Con questo stesso spirito chiediamo il rilancio di Rai Med che deve diventare il nostro principale strumento d’incontro, conoscenza e dialogo con i popoli, le culture e le religioni che con noi si specchiano nel Mediterraneo.

Tavola della pace
Articolo21
UsigRai
Federazione Nazionale della Stampa Italiana
Nigrizia
Misna (Missionary International Service News Agency)
Missione Oggi
Premio Ilaria Alpi
LiberaInformazione
Redattore Sociale
Mosaico di Pace
Vita Magazzine
Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani

2 febbraio 2010

Le adesioni all’appello possono essere inviate via mail a segreteria@perlapace.it o via fax al numero: 075/5739337, oppure a Tavola della Pace, via della viola 1 (06122) Perugia - Tel. 075/5736890
www.perlapace.it