Accesso all’acqua potabile, cultura tradizionale e innovazione per il “buen vivir” (benessere) in comunità indigene dell’Amazzonia peruviana
Area d’intervento: Regione Loreto, Provincia di Datem del Marañon.
La zona si trova nell’alta Amazzonia, in prossimità del confine con l’Ecuador.
Si è prevista la perforazione e/o la riabilitazione di pozzi in 10 comunità indigene delle etnie Shawi, Awajún, Kukama e Shiwilo dell’Amazzonia peruviana; si intende inoltre offrire strumenti e momenti per la rielaborazione, da parte della popolazione indigena coinvolta, del proprio complesso culturale riguardo al “vivir bien” (benessere) in particolare partendo dall’elemento acqua.
Attualmente si assiste al perdurare di abitudini riferite all’uso e consumo di acqua da parte delle famiglie indigene, che non fanno i conti con le deteriorate condizioni di qualità dell’acqua. Perciò la diffusione di malattie infettive, così come la persistenza della malaria e l’assenza di misure preventive, sono fattori che incidono fortemente sulle condizioni di vita della popolazione, in primis, quella dei bambini e bambine. Pertanto si intende lavorare sia sulla soluzione concreta del problema “approvvigionamento idrico con acqua sotterranea” mediante i pozzi, che con un intenso lavoro di sensibilizzazione (campagne) e formazione (corsi a vario livello), per modificare le abitudini comportamentali legate alla risorsa idrica.
Le popolazioni indigene hanno mantenuto una relazione rispettosa ed armonica nei confronti delle cascate, delle lagune, dei fiumi, come dimostra la presenza di questi elementi nei miti e nelle cosmovisioni tradizionali; e come dimostrano anche le abilità e i saperi legati alla qualità dell’acqua, alle destrezze per la navigazione fluviale, alla previsione delle piogge, ecc.
La rottura con le queste pratiche e saperi avviene a seguito della sedentarizzazione delle famiglie estese, avvenuta tra 50 e 30 anni fa, che ha implicato una pressione permanente sul territorio, e l’ingresso di imprese estrattive (legname, petrolio, minerali) con l’inquinamento dei fiumi.
Obiettivi
Obiettivo Generale: Migliorare l’accesso all’acqua potabile da parte delle comunità amazzonicheL’azione contiene una significativa enfasi rivolta alla coniugazione di saperi e pratiche tradizionali (importanza e ‘sacralità’ dell’acqua, mitologie con indicazioni significative su buon uso dell’acqua e igiene, ecc.) con tecnologie moderne (perforazione di pozzi pescanti acque sotterranee). E
sistono quindi conoscenze e competenze, ma vanno recuperate da un lato per far fronte ad un processo di “erosione culturale” che ha spezzato le modalità di trasmissione tradizionale dei saperi tra le generazioni (che era una trasmissione orale, pratica ed empirica, svolta dagli anziani), dall’altra perché oggettivamente il pompaggio di acque di falda è una innovazione che – per quanto tecnologicamente semplice ed appropriata - va accompagnata con un intenso lavoro di sensibilizzazione e preparazione.
Un aspetto importante di questa componente di potenziamento delle capacità locali, è rivolto alla prevenzione di patologie molto diffuse, rispetto alle quali l’acqua - direttamente (come vettore) o indirettamente (come sostrato di riproduzione di vettori) - è un anello di contagio.
Malaria, dengue, infezioni intestinali, TBC, virosi, ed altre patologie sono presenti con elevati indici nelle comunità. Per questo, le attività di formazione previste sono rivolte sia alla popolazione adulta in generale, che alle donne (in quanto responsabili dell’ alimentazione e del trattamento dell’acqua per consumo familiare), che ai maestri delle scuolette elementari. Si è quindi individuato nella popolazione scolastica (bambini da 6 a 12 anni) un target-group significativo, a cui si arriverà attraverso i maestri e con azioni dirette (interventi di aula a supporto dei maestri, quaderno con messaggi sul buon uso dell’acqua e sull’igiene).
In concreto nell’arco del biennio si prevede di raggiungere i seguenti risultati:
- 10 comunità indigene con accesso ad acqua potabile a fine intervento. Le attività si riferiscono alla perforazione di 6 pozzi ed alla riabilitazione di altri 4, al controllo della qualità idrica e all’allestimento di aree circostanti di protezione con recinzione e cintura verde di arborizzazione.
- Nuovi comportamenti inerenti l'acqua e la prevenzione sanitaria, fatti propri dalla popolazione di 15 comunità indigene a fine progetto. Le attività si centrano sulla proposta di spazi di autoriflessione e formazione con settori delle comunità (donne, adulti, maestri, bambini) recuperando saperi e tecniche di cura dell’ambiente e dell’acqua; tra gli strumenti scelti, il lavoro nelle scuole e la realizzazione di una ricerca-azione con gli anziani.
Popolazione beneficiaria:
La popolazione beneficiaria è rappresentata da famiglie estese indigene, raggruppate in comunità oramai sedentarizzate. Ciascuna comunità ha una popolazione variabile tra le 10 e le 40 famiglie. Queste si uniscono in base alla identificazione etnico-linguistica (nell’amazzonia peruviana, vi sono oltre di 75 popoli amazzonici) in federazioni e a loro volta, varie federazioni di una regione si riuniscono in coordinamenti. Questa è la natura del partner locale CORPI, presente nella Provincia Datem del Marañon e Alto Amazonas della regione Loreto e rappresentativo di 9 popoli originari.In questa zona, Terra Nuova opera da anni in collaborazione anche con i municipi locali.
Durata:
2 anniPartner locali:
Municipalidad Provincial de Datem del Marañon (Municipalità Provinciale di Datem del Marañon); Unidad de Gestión Educativa Local San Lorenzo - UGELAA-SL (Unità di Gestione Educativa Locale San Lorenzo); Coordinadora Regional de Pueblos Indígenas de San Lorenzo - CORPI-SL (Coordinamento Regionale dei Popoli Indigeni di San Lorenzo)Ente co-finanziatore:
Fondo Acqua Bene Comune della AATO Laguna di Venezia