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La riforma agraria sandinista. Tra la crisi e l’aggressione
L’Autore Jaime Wheelock, comandante della rivoluzione e ministro dell’Agricoltura, coinvolge il lettore in una riflessione collettiva: riflessione che non si rivela popolata da certezze definitive, ma solo di ipotesi in corso di verifica. Ne scaturisce un’impostazione metodologica non assertoria, ma sperimentale, problematica, autocritica, legata alla consapevolezza di stare esplorando, a tentoni, strade “nuove” nel senso più profondo del termine.
La ricerca però non avanzerebbe, se non sapesse in quale direzione muoversi. Ora questa direzione è indicata da un ideale di società, da un’ipotesi storica.
È indicata dall’”utopia”. Un’utopia che rinnova il sogno di Sandino, sviluppandone la dimensione sociale. Un’utopia però che non distoglie dalla ricerca scientifica, ma piuttosto la suscita, funzionando essa stessa come ipotesi feconda. Utopia e ricerca, pertanto, in questa dinamica, non sono neutrali, ma decisamente schierate dalla parte del popolo. Criterio di verità è quindi, nella ricerca, la prassi di liberazione dei poveri e per chi (credo sia lecito aggiungere) l’amore che la ispira.