Ancora bombe contro la pace in Colombia

L'accordo di pace tra il governo colombiano e le FARC trova sempre più ostacoli sul proprio cammino, da un referendum con votazioni contrarie all'accordo, a l'esplosione di bombe nei centri commerciali. Colpi di coda di chi vuole continuare a vivere in uno stato di guerra.

21 giugno 2017 - In Colombia, questo mese di giugno è cruciale per consolidare il processo di pace, poiché dovrebbe concludersi la consegna delle armi dei guerriglieri delle FARC (la principale organizzazione politico-militare antigovernativa colombiana).

L’accordo di pace tra governo e FARC (frutto di più di due anni di colloqui e negoziazioni), è un passaggio estremamente delicato per il Paese con l’opinione pubblica divisa come dimostrato dal referendum popolare che a ottobre 2016 ha votato contro l’accordo (anche se è necessario dire che dei 34 milioni di elettori chiamati alle urne, hanno votato solo in 13 milioni, e quindi il 62,57% degli aventi diritto ha scelto di non votare; inoltre, il “no” ha vinto con uno scarto di 0,5%, circa 62.000 voti), e l’opposizione ‘dura’ dell’ex-Presidente Uribe che incalza contro la pacificazione iniziando una lunga campagna elettorale verso le elezioni presidenziali che avranno luogo nel maggio 2018.

In questa situazione, sabato 19 giugno in un centro commerciale affollato per gli acquisti in occasione della festa del papà (in Colombia si celebra in questa data), è esplosa una bomba causando tre morti e vari feriti. Tra le vittime, una cooperante francese di 23 anni, Julie Huynh. Un episodio inquietante, oltre che triste. Il presidente della repubblica Santos ha escluso da subito una responsabilità delle FARC o dell’ELN (un’altra formazione guerrigliera).

Il presidente della Conferenza episcopale colombiana, mons. Luis Augusto Castro Quiroga, in un dichiarazione molto decisa contro questo atto terroristico, ha condannato l’atto, “chiunque sia la mano che ha collocato la bomba”, ed affermando che “è un atto che va contro la pace, un atto che va contro tutte le forze che si stanno sforzando di superare la storia del nostro Paese. Questi sono i colpi di coda dei nemici della pace, di coloro che vogliono che in qualche modo si continui a vivere nella guerra”.

(Piero Confalonieri)

 

Foto | @Xmascarol via Flickr