ll pensiero agroecologico. Un nuovo paradigma per società in transizione

Definizione e storia di un concetto

Il termine “agroecologia” compare negli anni ’30 in ambito accademico per descrivere lo studio delle interazioni tra ambiente e organismi agricoli.

Negli anni ’90 la comunità scientifica internazionale l’ha definita “l’ecologia dell’intero sistema alimentare”. Ma già dagli anni ’70, sotto la spinta dei movimenti contadini contrari alla Rivoluzione Verde, l’agroecologia ha assunto una dimensione politica: non più soltanto un insieme di pratiche per conservare la biodiversità, rigenerare i suoli e rispettare la stagionalità, bensì uno strumento di trasformazione sociale e democratica.

Dalla scienza ai movimenti sociali

L’agroecologia era già in molte delle pratiche dei movimenti contadini e indigeni, a noi è stata trasmessa per essere poi valorizzata come una possibile risposta alle molteplici crisi dei nostri tempi, in una prospettiva di giustizia climatica e sociale. Un ruolo decisivo è stato svolto da La Vía Campesina, la più grande rete internazionale di organizzazioni contadine, nata nel 1993. Questo movimento ha portato il concetto di agroecologia fuori dai laboratori e dalle aule universitarie, trasformandolo in pratica quotidiana ed in una rivendicazione politica.

La Vía Campesina ha promosso la difesa dei semi contadini, il diritto alla terra, i mercati locali e la dignità del lavoro agricolo, contrapponendosi ai modelli industriali e alla concentrazione del potere nelle mani di poche multinazionali. Grazie alla sua azione, l’agroecologia è oggi riconosciuta come parte integrante delle lotte globali per i diritti umani, l’ambiente e il clima.

 

Agroecologia e agricoltura biologica

Spesso si tende a confondere agroecologia e agricoltura biologica. In realtà, mentre il biologico può anche essere praticato in forma di monocoltura dipendente da input esterni e destinata all’export, l’agroecologia si fonda su un approccio olistico.

Le pratiche agroecologiche legano inestricabilmente alimenti e comunità, produttori e consumatori, rispettando ecosistemi, territori e relazioni sociali.

Biologico, biodinamico o rigenerativo sono metodi specifici di coltivazione: l’agroecologia è il quadro più ampio che li connette in un progetto di sostenibilità integrale.

Agroecologia come cittadinanza attiva

Le pratiche agroecologiche non producono soltanto cibo sano e resiliente, ma generano nuove forme di cittadinanza e partecipazione. Dalle reti di consumo solidale ai mercati contadini, dalle scuole contadine alle cooperative di giovani agricoltori, assistiamo a una “rivoluzione silenziosa” che costruisce comunità più giuste e consapevoli.

Attorno al cibo nascono e si moltiplicano tante iniziative che producono nuove forme di cittadinanza attiva, di protagonismo dei produttori in alleanza con i consumatori ma che rischiano di restare spesso poco o mal raccontate dai nostri media. Tema di fondo è la produzione di cibo sano, agroecologico, che può rigenerare i suoli e minimizzare l’impatto climatico, ricreando allo stesso tempo legami di comunità e valore aggiunto sui territori.

Il progetto CHAlleNGE

Il progetto CHAlleNGE, CHiamata all’Azione per un cambiamento agroecologico locale e nazionale promosso da Nuove Generazioni Ecologiste (AID 012618/03/5), co-finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione Internazionale (Aics), affronta il tema dei cambiamenti climatici e degli impatti antropici sugli ecosistemi e sulla perdita di biodiversità attraverso azioni di educazione fondate sull’osservazione partecipante, sulla valorizzazione dei talenti e sulla relazione tra individuo e società. Il filo conduttore è l’approccio agroecologico, inteso come approccio olistico e forma di partecipazione attiva e concreta per la mitigazione dell’impatto della produzione e dei consumi alimentari sull’ambiente e sul cambiamento climatico.

Il Festival “CHAlleNGE/Naturalmente Locale”

Al pensiero agroecologico è stato dedicato il Festival “CHAlleNGE/Naturalmente Locale” che Mesa Noa ha organizzato a Cagliari, in collaborazione con la ONLUS Terra Nuova, Centro per la Solidarietà e la Cooperazione e tra i popoli, presso il Parco della Ex Vetreria (Pirri) nei giorni 22-23 giugno 2024.

Il Festival ha proposto un ventaglio ricchissimo di temi, incontri e esperienze con tanti protagonisti dell’associazionismo che promuovono idee e azioni verso un mondo più sostenibile.

Nell’ambito del progetto CHAlleNGE Mesa Noa è stata inserita, unica in Sardegna e tra le cinque realtà selezionate in tutta Italia, nella Mappatura delle Buone pratiche di Transizione Agroecologica.

Il webinar CHAlleNGE

Il progetto CHAlleNGE ha recentemente promosso un webinar rivolto alla stampa. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti della Sardegna, è stata condotta da Fabiola Podda e Paola De Meo (ONG Terra Nuova) con il supporto di Monica Di Sisto (Fairwatch) e della coalizione Azione Terrae di cui Terra Nuova fa parte.

Il webinar ha avuto una doppia finalità:

1. Sensibilizzare i/le giornalisti/e sul ruolo delle organizzazioni e dei movimenti in favore dell’agroecologia come strumento concreto e orizzontale per la mitigazione dell’impatto umano sull’ambiente e la creazione di valore aggiunto sui territori.

2. Analizzare le sfide relative agli obiettivi di sviluppo sostenibile in modo critico e contestualizzato, offrendo spunti per una strategia comunicativa.

Per approfondire:

Il progetto CHAlleNGE
Il podcast di Roberta Ferrau per Unicaradio “CHAlleNGE: la rivoluzione parte dai piccoli produttori locali”
Il video del webinar su YouTube

Le autrici
Fabiola Podda
, Socia Mesa Noa, Coordinatrice regionale della Ong Terra Nuova – Centro per la Solidarietà e la Cooperazione tra i Popoli.
Paola De Meo, Ong Terra Nuova, esperta di diritti umani, agroecologia e sovranità alimentare.